mercoledì 31 dicembre 2014

Let it snow

Oggi è l'ultimo dell'anno. La neve ha imbiancato il Salento, fuori odore di ghiaccio. 
Al risveglio la sorpresa, e nel cuore la stessa gioia di quando ero bambina. 














mercoledì 12 novembre 2014

fiori finiti in un fosso per mano di un folle

Chi può esser tanto insensibile da gettare fiori così belli in un fosso? Non lo so. Io li ho raccolti, e li ho portati a casa come un bottino prezioso.




mercoledì 30 luglio 2014

Il colore della lavanda profuma di blu

Tutto è nato da un'idea.
Inseguire il blu, l'indaco e il viola.
Su per i valichi alpini, dove l'aria è così pulita che le narici bruciano e il cielo e le colline sembrano ritagliati nella carta.
In montagna, dove la primavera sembra eterna, i fiori sono tutti ancora lì, scossi da una brezza che sa di neve, nel silenzio luminoso. E poi i laghi, le erbe verdissime sulle sponde. Il pastore e le sue pecore. Le marmotte che fischiano e i polpacci sodi dei ciclisti.
Noi siamo lì, inseguiamo un invisibile fil blue, su e giù per i tornanti, senza protezioni, sulla nostra testa tutta la storia della terra  piegata e ripiegata in una pasta sfoglia minerale.
Il sopra e il sotto, il basso e l'alto non esistono più. I massi ciclopici attaccati contro ogni legge fisica alle pareti verticali. 
Il sublime, lo spleen e le meditazioni filosofiche sopra i duemila metri. Io segretamente invoco tutti santi del paradiso e metto la nostra vita e i freni nelle loro mani.
I picchi e i torrenti colore della giada, le gole e le rocce, le strade inesistenti che speriamo di non incrociare un'altra auto, le cicale e le cavallette, il grano maturo coi papaveri rossi, i girasoli di Van Gogh, questa sinestesia, questa tavolozza satura di colori estivi, ci portano a Valensole.
E io mi tuffo in quel mare profumatissimo e ronzante di mille api che succhiano nettare che è già profumo.
Le cicale tengono il loro concerto migliore. L'aria è tutta lavanda. Il plateau un grande cassetto di biancheria. Lavanda ordinata, irreggimentata in file parallele. Righe verdi e viola. 
In un campo dove è permesso ne raccogliamo un mazzetto. Una scena da quadretto impressionista. Io e te piegati sotto il sole a staccare gli steli odorosi, le apine che suggono, ma non sembrano infastidite: se cogliamo il fiore su cui sono posate saltano su un altro fiore, bofonchiando un ronzio.
Anche noi come le api saltiamo da un cespuglio all'altro, cercando i fiori sfuggiti alla raccolta.
Questo è l'ultimo, lo giuro! Ah, guarda questo! E di cespuglio in cespuglio, io son qui ma tu dove sei? 
Ti vedo, lontano, combattere un nemico invisibile, dimenarti come un ossesso, le chiome fluenti nel vento caldo, sullo sfondo il mare blu-viola. 
La tua è una lotta silenziosa. Accorro e ti salvo da una puntura certa sulla testa con un colpo ben assestato del mio cappello di paglia. L'ape  non demorde, ora è sulla tua gamba, altro colpo! Ci insegue! Scappiamo colpendo l'aria, riusciamo ad entrare in auto, mentre l'ape vola intorno malconcia e incavolata.
Ridiamo come matti, il cuore a mille battiti. Via da Valensole, verso il Parc du Verdon.
Tra le pieghe della terra abbiamo trovato la natura, quella delle forze geologiche che noi non possiamo comprendere.
Tra le pieghe della terra abbiamo trovato le ammoniti.
Tra le pieghe della terra ho perso me stessa.
Inseguendo un ittiosauro su una passerella di rocce friabili come sfogliatine glassate ho capito di avere dei limiti. Uno è la cervicale, l'altro è che di colpo soffro di vertigini. Ho pianto tanto. Strisciando letteralmente per rimanere vicina alla terra che sentivo franare sotto alle scarpe inadatte. Stritolandoti la mano e chiedendoti se tu non avessi paura. Il gruppo partito dopo di noi, composto da arzilli scalatori mi ha sorriso mentre passavo sul cordolo di trenta centimetri con sotto il baratro della mia paura. Io sudata e col rimmel colante ho sorriso con un ghigno e loro hanno avuto pietà e pena per me.
Tutto il tragitto di ritorno strisciando e ripetendo il mantra "devoscappareviadiqua-devoandareviadiqua". 
Ho pianto tanto e per la prima volta nella vita ho avuto paura. Quella incontrollabile, che te ne infischi dell'ittiosauro, delle ammoniti e di tutti i fossili del mondo!



















 










domenica 4 maggio 2014