giovedì 12 aprile 2012

martedì 3 aprile 2012

Imperativi

Trovare la mia strada.
Cercare un equilibrio.  E se mi dicono che l'equilibrio non esiste, imparare a vivere in assenza di equilibrio considerando l'instabilità un sinonimo di movimento vitale.
Viaggiare sempre, con il corpo e con la mente. E se gli altri percorrono l'autostrada delle esperienze, perdersi su strade sterrate e arrivare comunque a destinazione.
Desiderare.
Se non ottengo quello che desidero, non cedere alla tentazione di smettere di desiderare ancora.
Se gli altri mi sembrano elefanti, accettare di essere un criceto che va su un gigantesca ruota panoramica.
Ignorare il ticchettìo dei secondi, acquistando una sveglia digitale.
Se il tempo sembra passare troppo in fretta, allenarsi a essere più veloci del tempo.
Andare nel mondo senza filtri mentali.
Circondarsi di persone che portano il sereno. Costretta a subire un temporale indossare impermeabile giallo e tappi per orecchie.
Amare. E se amare sembra faticoso, amare ancora più ardentemente.
Non assuefare lo sguardo alla noia. Meravigliarsi costantemente.
Essere sempre in ritardo ma trovare il tempo per annusare il primo fiore sbocciato in città.
Camminare velocemente per andare da nessuna parte.
Tra il fiume di mille gambe e piedi e scarpe che tornano veloci a casa, fermarsi un attimo per contemplare il pettirosso che fa la guardia alla ginestra.
Guardare la vetrina di un negozio di scarpe e vederci riflessa la voglia di andare in giro a piedi nudi.
Uscire dal negozio con passo incerto su un tacco dodici.


domenica 1 aprile 2012

strane mucche

La prima domenica di aprile è decisamente troppo bella per restarsene in casa. E così facciamo un giro nel canavese, fino al lago di Candia. La campagna indossa il suo vestito più bello: gli alberi hanno i rami carichi di fiori spudoratamente grandi e colorati, tutto sembra già sotto l'incantesimo del caldo che rallenta tutto. Sui prati le mandrie sono mollemente sdraiate a riposare. Ci fermiamo sul ciglio della strada, leggermente in curva, con luci d'emergenza lampeggianti, a guardare queste strane mucche piemontesi che sembrano torelli muscolosi con le mammelle piccole...
Mentre si rifletteva sulla mostruosità delle mammelle delle mucche da latte, guardando le mucche che guardavano noi sporti con la testa fuori dal finestrino, si accosta un'auto dei carabinieri, ci supera e si ferma...Ne viene fuori un carabiniere che si avvicina e ci chiede (con spiccato accento siciliano) se fossimo in difficoltà.
Noi ci scusiamo e gli diciamo candidamente che eravamo fermi per guardare le mucche (meglio dire la verità). Il carabiniere alla risposta sorride e ci chiede se non avessimo mai visto delle mucche in vita nostra. Io prontamente: "Così no!"
Ci invita a ripartire e noi ripartiamo subito scusandoci.
Mai fermarsi a guardare le mucche! Anche se sembrano tori con le tette.