lunedì 12 settembre 2011

Sacra di San Michele

Sono solo poche decine di chilometri da Torino ma sufficienti a far sì che la strada si trasformi in tornanti che mettono a dura prova i miei nervi. Appena la strada ha iniziato a salire la conversazione è diventata un monologo: Attento a non andar troppo vicino al ciglio; A cosa servono i guard-rail se poi non li mettono sulle strade di montagna?; Tra poco ci sarà una curva a gomitissimo (neologismo coniato per l'occasione poichè il semplice gomito era troppo poco vicino alla realtà goniometrica della curva); Accidenti! Non guardare giù!... si vedono i laghi; Oh, cavolo! Si vede solo il cielo!; Non ci verremo mai d'inverno! Figurati col ghiaccio sulla strada!
La Sacra è grandissima, abbarbicata su uno spuntone a quasi mille metri d'altezza. Saranno stati i tornanti, sarà stata l'altitudine, ma la testa ha iniziato a girare e le ginocchia a tremare. Un panino e un caffè nella baita ci hanno rimesso in sesto, almeno fino a quando non abbiam dovuto arrampicarci su quella che la guida ha chiamato "la scalinata dei morti" ( e noi a scambiarci un'occhiata che voleva dire: "Ma i morti non saranno mica i turisti che non ce l'hanno fatta?") e ci informava, tra il raccapriccio generale, che sotto ai granitici gradini riposavano le spoglie di innumerevoli monaci eremiti...
La costruzione millenaria mi ha davvero sconvolto, non immaginavo fosse tanto bella. All'interno della chiesa un trittico di Defendente Ferrari mi ha trafitto!
Dal terrazzo le città nella valle sembrano viste dall'aereo.
Pace interiore e tante vertigini. Dobbiamo tornarci.